Free Hosted by HostingVirtuale.com
Luciano Crimi - Il sito
Pagina principale
"Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile." Woody Allen
Pagina principale
Pagina principale
     
 

Chi sono
 

Un pò di me.
Nasco (uno degli ultimi fatti i casa) in un paese immerso nel verde degli ulivi, sembra poetico eh? Il suo nome è Mandanici, piccolo, normale ed anonimo paesino del sud. Si trova in provincia di Messina sul versante ionico della Sicilia, lievemente adagiato sulla collina, costeggiato da un torrente e raggiungibile salendo per circa 10 km da Roccalumera.

Trovate maggiori informazioni qui.

Il rapporto col mio paese è riassumibile attualmente con una parola: "assuefazione". La distanza mi crea dipendenza ma il sopportare le cose inaccettabili è oramai una abitudine e mi viene molto naturale.

Ho vissuto nel mio paesino da sempre, lasciato solo per brevi periodi (il militare, concorsi e qualche viaggetto). Adesso che sono a Palermo (da maggio 2005) apprezzo le piccole cose di Mandanici, l'aria, il silenzio, l'uscire di casa per andare al bar e non fare nulla, solo per il piacere di vedere qualcuno.

Il corso principale, lungo e pianeggiante, lo rende vivibile e vissuto; le sere d'estate sembrano non finire mai mentre quelle d'inverno invece sembrano non esserci.
E' una comunità piccolissima quella di Mandanici, poco più di 700 anime; il parroco, il sindaco ed il vigile urbano, l'ufficio postale e la caserma dei carabinieri, la scuola materna ed elementare(ormai sull'orlo della chiusura), una trattoria ed un ristorante, due macellerie, un pò di negozi alimentari e due bar come luoghi di ritrovo.
Pochi svaghi durante l'anno ed in concomitanza con gli eventi estivi e religiosi; per il resto ci si vede al bar il pomerigio, la sera dopo cena. Si discute delle solite cose, si commentano le notizie del tg e le novità locali(in genere gossip). Gli uomini si incontrano al bar e giocano quasi sempre a carte, le donne (velate in testa a ricordare antiche origini) dietro l'uscio di casa o al balcone a spettegolare con le vicine. I bambini in giro con le biciclette oppure al campo sportivo per una partitella a pallone. La vita scorre monotona fino al sabato e poi la domenica mattina il rintocco delle campane richiama la gente a messa. Ci si veste eleganti come per festeggiare ed essere diversi almeno un giorno la settimana.
Si pranza tutti insieme, parenti ed amici vengono dalla città a far visita al paese o ai genitori ormai anziani. Eh si, perchè ormai molti giovani (me compreso) sono andati via, il lavoro non è più nelle campagne come un tempo, adesso, si parte, si va via in cerca di fortuna. Poi dopo pranzo, chi non ha voglia di stare a casa e vedere la partita in tv, esce e passeggia per il corso principale fino a sera. I giovani (quei pochi rimasti) per un pò di svago escono fuori dal paese, chi è fortunato ed ha un mezzo a 4 o 2 ruote va lontano in qualche pub, discoteca od altro; gli altri invece rimangono prigionieri inconsapevoli a pensare sul da farsi cercando di trovare una via di fuga dalla noia.

Eppure nonostante tutte queste parole non certo positive sono legato a Mandanici, Lì ho vissuto gli anni della mia adolescenza e lì sono cresciuto, è pur sempre il mio paese, la mia origine, la mia culla.

.........

 

Sono passati ormai 4 anni dal mio esilio a Palermo. Con lo scorrere del tempo sono riuscito a tagliare il cordone ombelicale che mi legava alla mia terra nativa, adesso ne faccio a meno, vado molto raramente e per stare con i miei genitori che sono sempre più in là con gli anni. Credo che siano loro e la mia famiglia nel complesso a tenermi ancora legato un pò al mio paese. Qualcosa mi spinge a lasciare questa terra, questa regione. E' una città unica Palermo, Tra le più belle d'Italia per la sua storia ma agli ultimi posti per la vivibilità e la sua gente che sembra accettare consapevolmente lo stato delle cose. Certo oltre alla Mafia ci sono altre realtà come Addiopizzo, associazioni e movimenti vari come il gruppo degli Amici di Beppe Grillo Palermo3 di cui faccio parte, che si battono per dire no all'inaccettabile. Poi c'è la stragrande maggioranza di Palermo, dei siciliani di cui si dice siano quelli onesti, quelli che dicono no ma poi fanno sì. Quelli che chiudono gli occhi per non vedere che il re è nudo, quelli che nonostante tutto dicono che Palermo è una città bellissima, che la mafia esiste ovunque, che la delinquenza fa parte dell'uomo. Insomma viviamo in un posto come un altro, Helsinki o Palermo che differenza fa...è tutto un mondo secondo loro!!! Secondo me invece non stanno così le cose. Io non sto con quelli che pur sapendo che un politico ha frequentazioni sospette o mafiose si gira dall'altra parte, anzi apro gli occhi. Io mi informo, io ho uno spirito critico e cerco di dare delle spiegazioni. La gran parte dei siciliani "onesti" a parole è contro ma coi fatti sostiene questa società dell'illegalità, della mafia, del clientelismo.
Le vecchie frequentazioni del mio paese ormai sono andate, il tempo ha evidenziato le differenze e alzato dei muri.
I colleghi di lavoro ormai non li vedo più, troppe differenze nel concepire la vita. Interessi diversi e vedute diverse.
L'ambiente di lavoro? Sì, scorre normale e pacato ma in realtà si nasconde un clima inaccettabile per me. La meritocrazia un mito, I concorsi interni a cui ho partecipato una farsa.
Il potere di pochi gestisce tutti e nessuno ha il coraggio di opporsi.
Adesso siamo nel 2009, è giugno. Ho fatto il mio primo viaggio all'estero. Ho scelto Londra. Un biglietto aereo vantaggioso è stata l'occasione. Ho preso l'aereo e ho scoperto un mondo nuovo. Ho avuto la conferma che il mio paese, l'Italia, è in una situazione più grave di quanto pensassi. I servizi efficienti, il rispetto delle regole, la cordialità. Il popolo inglese è simile a me più di quanto mi aspettassi. E' stata dura lasciare questa città, una lacrima di nostalgia mi ha accompagnato fino all'aeroporto.
Una spinta in più per lasciare Palermo, ho preso contatti con colleghi di altre amministrazioni pubbliche del centro nord, ci sono buone possibilità. Farò le mie considerazioni e prenderò le mie decisioni, farò le mie scelte e spero siano quelle giuste. Ho voglia di mettermi in discussione. Le difficoltà al lavoro nel gestire l'ufficio sono mie oppure no? Al tempo l'ardua sentenza.

Qui a Palermo quindi ho trovato me stesso ho trovato una realtà seppur minoritaria nella città in cui mi riconosco e con cui mi batto per il rispetto delle regole, per la legalità, nei confini democratico-istituzionali e se alcune regole non sono a me gradite esprimo il mio parere e propongo una battaglia democratica per il loro cambiamento. Col Meetup ho trovato un'oasi di idee in cui da sempre ho creduto ma che avevo avuto difficoltà a far rispettare e far condividere.

Nel paese da cui provengo il proporre un sistema della legalità, della meritocrazia, del battagliare democratico, della lotta alla mafia sono idee difficilmente percorribili. Mandanici infatti vive richiuso in se stesso. La gente è interessata pochissimo ai problemi che attanagliano il paese Italia. Le problematiche di quartiere, di clan, dell'opinione della "gente", vengono prima di tutto. Il disporre del potere politico durante le campagne elettorali o nei piccoli favori di disbrigo pratiche, legali o di altro tipo, per utilizzarlo poi nei favoritismi clientelari, è alla base di tutto. Da qui nasce l'idea che chi amministra le istituzioni può disporre di questo potere per risolvere i problemi personali o degli amici che lo hanno sostenuto, assegnando ad esempio gli appalti alle imprese "amiche". Fin qui che c'è di strano direte voi. Beh nulla finchè non avrete modo di sentire dire dalla gente che tutto ciò è normale e che deve andare così come è sempre accaduto dalla notte dei tempi. La normalità nell'accettare tale situazione mi fa sentire quasi un estraneo e a volte mi viene il dubbio se sia davvero io ad essere nella normalità o il resto della gente del mio paese. Vivendo a Palermo e conoscendo altre realtà, usufruendo di un mezzo importante come internet da cui ricavare informazioni, che molto spesso non vengono divulgate nelle televisioni o sui giornali, ho trovato conferma di quello in cui ho sempre creduto e per cui vale la pena di lottare. Ho trovato maggiore coraggio a sostenere queste idee nonostante sia da solo nel mio paese ma non a Palermo e ancor più in altre parti d'Italia.

Il favoritismo è dunque la normalità, il conquistare il potere per utilizzarlo poi per fini personali o quanto meno di "clan". Chi viene in visita o per turismo quasi spesso non si rende conto di questa realtà. Così come chi vive in paese e non avendo vissuto per molto tempo in realtà diverse potrà mai rendersi conto della anomalia di tutto ciò. La mia esperienza a Palermo, il conoscere altre persone e gruppi diversi da tutta Italia mi ha, da una parte aperto gli occhi e dall'altra dato maggior forza nel portare avanti questo mio pensiero, col sostegno morale di altri ho trovato il coraggio di esprimerlo e per la prima volta di renderlo pubblico senza vergogna. L'occasione si è presentata durante le elezioni europee del 2009 che nel mio paese coincidevano con quelle amministrative comunali. Da sempre infatti le politiche nel mio paese per me sono state molto imbarazzanti per il fatto che vedono coinvolto mio fratello con la sua famiglia. Da premettere che non ho mai visto in mio fratello un esempio da seguire da questo punto di vista ma seppur in passato abbia stretto varie volte i denti e tappato il naso questa volta ho trovato la maturità non solo di seguire il mio percorso ma di esporlo pubblicamente. Nelle elezioni comunali infatti, non trovando una risposta politica alle mie domande e a quelle del paese Mandanici per i motivi di cui sopra, ho scelto di non partecipare rifiutandomi di prendere la scheda elettorale. Naturalmente mi aspettavo una reazione così come si è verificata nella realtà. Dalla parte della "famiglia" il disonore e la vergogna. Dall'altra lo scherno e la quasi esultanza. "Come! Tu non dai il voto a tuo fratello? Lo metti in ridicolo davanti alla gente? Chissà cosa pensa adesso le gente, riderà alle nostre spalle", cosÏ da alcuni esponenti della mia famiglia e dallo stesso mio fratello, oppure "Se il fratello non lo sostiene e non gli da il voto per noi è come una vittoria" ribattevano le fazioni avverse. Il non sostenere un parente e ancor più un familiare è gravissimo in un paesino come il mio. Mandanici infatti, come moltissime realtà siciliane o meridionali, vive le campagne politiche in un accordo o disaccordo tra clan, tra famiglie. Chi è quasi parente o "straniero" è sotto attacco, circondato e sorvegliato fino al giorno delle elezioni e fino addirittura ai seggi elettorali, attraverso sguardi, sorrisi e occhiate di avvertimento o sfida. Il gioco delle preferenze poi permette di controllare quasi al 100% chi ha rispettato i patti e chi no. Guai ai vinti che come nelle migliori dittature subiranno le conseguenze, pace e felicità invece ai collaboratori che avranno tutti gli appoggi previsti dagli "amici". Ironia della sorte il simbolo della lista che ha vinto rappresenta due mani che si stringono e sotto in maniera beffarda c'è scritto "Uniti per cambiare". Sebbene nelle migliori democrazie il vincitore debba rappresentare tutti e non solo una parte, qui ci si vanta il contrario. A titolo di esempio posso citare il Sindaco uscente che si era permesso di sostenere che in un appalto pubblico la ditta che avesse proposto la migliore offerta si sarebbe aggiudicata il lavoro. Secondo testimonianze così è stato, una ditta "nemica" ha avuto la meglio ma la propria parte politica lo ha subito emarginato costringendolo poi alla difficile scelta delle dimissioni. Come volevasi dimostrare, chi si trova da solo o chi esce fuori dai binari della "normalità" viene subito punito.

Nel mio paese Mandanici quindi la cultura delle fazioni, dei clan regola il sistema. Entrambi i partecipanti sono coscienti di tutto ciò e lo accettano prima delle elezioni. Naturalmente subito dopo la perdita del potere il vinto ha la tendenza al non rispetto di questi patti e nascono le piccole battaglie tra chi vuole imporre gli accordi definiti "normali" e chi vuole che si rispettino le leggi come in una normale democrazia. Il tutto comunque nella finzione e nella ipocrisia.

Le persone del mio paese pensano quindi di fare politica ma a mio parere la vera politica non è quella delle promesse clientelari, degli accordi sottobanco e della caccia di voti senza alcuna proposta programmatica su ciò che si vuole fare per il paese e per tutta la cittadinanza. La politica non è quella che hanno fatto molti ragazzini che tra una serata in discoteca e l'altra andavano in giro per il paese, anche di notte, a verificare che in una casa non entrassero personaggi poco raccomandabili, a controllare e pedinare i possibili "amici" affinchè non facessero mosse false. La politica con la P maiuscola è un'altra cosa. E' un mettersi a disposizione della gente senza avere in cambio nulla a parte che un futuro migliore per tutta la cittadinanza. La politica è risolvere i problemi della collettività e non solo di una parte. E' dare una risposta ai problemi di tutti e non profitti a pochi. La politica è battagliare nel rispetto delle leggi e se sbagliate commbattere democraticamente per cambiarle senza eluderle.

A Palermo ho trovato quindi la mia vera identità, ho trovato persone con le mie stesse idee e persone con cui posso dialogare pacificamente. Ho avuto la possibilità di esprimermi e instaurare un dialogo costruttivo che non ho mai avuto nel mio paese di nascita. Ho avuto modo di conoscere sia telematicamente che fisicamente persone di altra cultura con cui confrontarmi e che ha permesso di arricchirmi interiormente. Ho avuto modo di conoscere un pò meglio attraverso questo confronto ciò che succedeva nel paese Italia. Sono quindi uscito dal mio recinto dove ero rinchiuso e dove ho lasciato il resto dei miei compaesani. Ai giovani dico che hanno la possibilità di crescere, hanno un mezzo molto potente e importante come internet. Che lo usino per informarsi e non solo per chattare, giocare o per mandare email. Avranno modo di conoscere ciò che li circonda.

A Palermo ho scoperto che è possibile migliorare le proprie aspettative di vita, è possibile trovare prodotti biologici, più sani e genuini. Ho conosciuto i GAS, gruppi di acquisto solidali, con cui collaborerò per trovare non solo prodotti alimentari sani per migliorare la mia salute ma anche per il rispetto dell'ambiente, delle persone e delle aziende presso cui lavorano. Continuerò a sostenere tutte quelle realtà antimafia, per la legalità e il rispetto dell'ambiente. Il 23 maggio, il 19 luglio, ecc. non dovranno essere solo dei giorni dove ricordare quello che è stato ma anche delle date dove fare delle domande ed esigere delle risposte. Delle date dove si possano svegliare le coscienze delle persone affinchè si battano per un futuro migliore e contribuiscano nel loro piccolo senza chiudere gli occhi e voltarsi dall'altra parte.

Devo dire grazie a Palermo che mi ha fatto conoscere la mia vera strada, che mi ha aperto le porte verso un percorso che prima vedevo annebbiato ma ora invece chiaro e trasparente. Un percorso che passa accanto si a realtà dure ma col sostegno di molte persone che come me credono in qualcosa di nuovo e positivo. Un percorso che mi ha portato a conoscere ad esempio Sonia Alfano, Salvatore Borsellino e molti familiari delle vittime di mafia a cui ho dato la mia solidarietà e il mio grazie per il sacrificio dei loro cari che hanno avuto più di me il coraggio di lottare a costo della loro vita. Ho avuto l'onore di stringere le loro mani, l'onore di aver incontrato Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi, Pietro Grasso, Pino Maniaci che vive giorno dopo giorno in un clima mafioso nell'isolamento del proprio paese ma col sostegno di migliaia di persone di tutta Italia. Un grazie va però ad un comico, a Beppe Grillo che con la sua filosofia ha saputo mettere a nudo la realtà e ha illuminato questo mio percorso. Un personaggio che con le sue battaglie ha saputo trascinarmi a volte con le lacrime agli occhi per la rabbia di chi vede tanta ingiustizia ma inerme a causa della propria impotenza.

Sarò troppo idealista come afferma mio fratello ma almeno credo di avere la dignità di sostenere quello in cui credo. Si, avrò fatto anche io i miei errori, sono sceso anche io a patti col diavolo ma spinto dal rimorso ho avuto l'orgoglio e la forza di ribellarmi a me stesso e al sistema. Certo ho avuto le mie debolezze ma me ne vergogno e lo dico. Cercherò col tempo di lavare quest'onta, altrimenti pazienza rimarrò nel gregge ma consapevole, sporco ma con dignità.

 
 
Ultimo aggiornamento il 20-06-2009 alle ore 02:43:20
 
Sito realizzato da Luciano Crimi nel 2006
Hosted by HostingVirtuale.com